Ricerca Scientifica

Published on luglio 28th, 2017 | by Maria Chiara Coniglio

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Un reggiseno per individuare il cancro alla mammella. La sensazionale scoperta di uno studente messicano.

In media, una donna su 8, è colpita da un tumore al seno. Il tumore al seno resta una delle forme tumorali più diffuse e, con il suo 17% di decessi oncologici nelle donne, presenta purtroppo il più alto tasso di mortalità tra i tumori femminili.

La prevenzione, in questi casi, gioca un ruolo assolutamente fondamentale ed una svolta, in tal senso, potrebbe arrivare da una sensazionale scoperta di un giovane studente messicano. Julian Rios Cantu, 18enne frequentante il Monterrey Institute of Technology, ha infatti pensato di introdurre la tecnologia in un indumento femminile, inventando così il reggiseno che diagnostica il cancro. L’idea deriva da una difficile esperienza personale. Quando Julian aveva 13 anni, a sua madre venne diagnosticato un cancro al seno che la portò a lottare contro la morte. Le colpe di questa sfida ricaddero all’epoca anche su una diagnosi tardiva. Inizialmente infatti i medici le aveva garantito che si trattasse di un tumore benigno per poi cambiare responso a distanza di sei mesi.

La forma cancerosa era grave e le vennero asportati entrambi i seni. Dopo aver vissuto insieme alla madre questi terribili momenti, il giovane Julian ha iniziato a pensare al suo progetto, oggi realizzato in collaborazione con alcuni suoi compagni. Insieme a tre colleghi di ingegneria egli ha infatti creato la Higia Technologies, una piccola impresa che si occupa di sviluppare il prodotto e che adesso potrà contare su un contributo di 20mila dollari, frutto del primo premio incassato al Global Student Entrepreneur Awards (GSEA) svoltosi a Francoforte. Il rivoluzionario reggiseno, denominato EVA, utilizza circa 200 biosensori che tracciano la superficie del seno, controllando temperatura, forma e peso. L’aumento di temperatura in un determinato punto potrebbe indicare un maggior afflusso sanguigno, con un’alta provabilità che i vasi alimentino un tumore. I dati rilevati saranno poi costantemente visualizzabili mediante un’app disponibile per apple e android. Al momento si tratta solo di un prototipo pensato soprattutto per le donne con predisposizione genetica per il tumore.

“Questo tipo di invenzione – ha spiegato il giovane studente in un intervista a El Mundo – rappresenta uno strumento di diagnosi non invasivo. Il reggiseno ci permette di avere i seni nella stessa posizione e in più non è necessario che venga indossato per più di un’ora a settimana”. Per ottenere un buon tracciato sarebbero infatti sufficienti tra i 60 e i 90 minuti a settimana.


About the Author

Maria Chiara Coniglio

Maria Chiara Coniglio è nata a Chiaravalle C.le (CZ) nel 1988 e oggi vive a Zurigo. Iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Dottoressa in Scienze della comunicazione, ha conseguito la Laurea presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha maturato oltre 10 anni di attività nel settore delle pubbliche relazioni, lavorando sin da giovanissima come speaker radiofonica e presentatrice eventi. Nel 2010 ha iniziato a collaborare con un'emittente televisiva regionale occupandosi sia della realizzazione audio/video dei servizi televisivi destinati al telegiornale quotidiano che della conduzione dello stesso. Oltre al telegiornale ha poi condotto anche altre trasmissioni di carattere politico e culturale. Nel corso della sua carriera ha lavorato come addetto stampa presso enti pubblici e moderato diversi dibattiti e conferenze. Grande appassionata di letteratura è stata anche scelta per ricoprire il ruolo di giudice in occasione di svariati concorsi di poesia.



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