Ricerca Scientifica

Published on luglio 17th, 2017 | by Maria Chiara Coniglio

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Vivere a contatto con gli animali aiuta a prevenire le allergie. Lo dimostra uno studio dell’Università di Zurigo

Negli ultimi decenni, soprattutto nei paesi industrializzati, il numero di persone che soffrono di allergie ed asma è drasticamente aumentato. Al giorno d’oggi, circa il 30% dei bambini soffre di almeno un’allergia.

Un’eccezione, in questo senso, sarebbe costituita dai bambini che vivono a contatto con animali da allevamento. I piccoli meno colpiti, secondo le statistiche, sarebbero coloro che abitano nelle fattorie, lontano dai centri urbani. Stando alle ricerche infatti, i figli di contadini, soffrono meno di questi tipi di disturbi, rispetto ai loro compagni di classe. Tutto ciò grazie ai microbi che si sviluppano in grande quantità all’interno delle aziende agricole e che sono in grado di proteggere i bambini da asma e allergie. Un ambiente che non presenta un’elevata igiene avrebbe quindi un effetto positivo sullo sviluppo del sistema immunitario, poiché lo spingerebbe a non reagire a sostanze di per sé innocue, inducendolo pertanto a non sviluppare forme allergiche.

Inoltre, a quanto pare, non sarebbero soltanto i microbi ad avere un effetto positivo contro l’asma ma anche gli animali della fattoria sarebbero in grado di apportare benefici al corpo umano. Secondo una ricerca condotta presso l’Università di Zurigo da un gruppo guidato da Remo Frei dell’Istituto Svizzero di Allergologia, in collaborazione con il Centro per la ricerca sulle allergie e l’istruzione di Davos (CK-CARE), oltre che con l’ospedale di San Gallo, “Nella prima infanzia, il contatto tra i bambini e animali, quali il gatto o la mucca, così come il consumo di alimenti di origine animale, sarebbe in grado di regolare il funzionamento del sistema immunitario”. Il merito sarebbe da attribuire ad una sostanza assente nel corpo umano ma presente in questo tipo di animali: la N-glycolyl (Neu5Gc). Questo tipo di acido sialico, a contatto con gli uomini, risulterebbe efficace contro l’infiammazione del tessuto polmonare ed innescherebbe una risposta anticorporale in grado di contrastare la comparsa di allergie o asma. Per comprendere meglio come questa sostanza colpisca il sistema immunitario umano, i ricercatori hanno comparato i dati relativi a più di mille bambini, analizzando il comportamento delle cellule umane a contatto con l’Neu5Gc. In questo modo è stato riscontrato che il contatto è in grado di innescare una risposta anti-infiammatoria del sistema immunitario.

“I risultati della nostra ricerca – ha spiegato Frei – dimostrano che l’effetto protettivo riscontrato all’interno delle fattorie, potrebbe giovare a moltissimi bambini. In sostanza – ha concluso – essa rappresenta un significativo passo in avanti verso la prevenzione della comparsa di allergie”.


About the Author

Maria Chiara Coniglio

Maria Chiara Coniglio è nata a Chiaravalle C.le (CZ) nel 1988 e oggi vive a Zurigo. Iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Dottoressa in Scienze della comunicazione, ha conseguito la Laurea presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha maturato oltre 10 anni di attività nel settore delle pubbliche relazioni, lavorando sin da giovanissima come speaker radiofonica e presentatrice eventi. Nel 2010 ha iniziato a collaborare con un'emittente televisiva regionale occupandosi sia della realizzazione audio/video dei servizi televisivi destinati al telegiornale quotidiano che della conduzione dello stesso. Oltre al telegiornale ha poi condotto anche altre trasmissioni di carattere politico e culturale. Nel corso della sua carriera ha lavorato come addetto stampa presso enti pubblici e moderato diversi dibattiti e conferenze. Grande appassionata di letteratura è stata anche scelta per ricoprire il ruolo di giudice in occasione di svariati concorsi di poesia.



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