Arte

Published on aprile 27th, 2017 | by Redazione

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INNER_SPACES 2016-2017 – identità sonore elettroniche

Grande Festa della Musica per il concerto di chiusura
INNER_SPACES 2016-2017 – identità sonore elettroniche
in collaborazione con il Consolato generale di Svizzera a Milano e la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia
#10 – Lunedì 15 maggio 2017, ore 21.00
Auditorium San Fedele (Via Ulrico Hoepli, 3/b) – Milano
Stefan Keller/ Phoenix
Paolo Oreni/ Organ Spring
Oren Ambarchi/ Hubris

Regia acusmatica: Giovanni Cospito
Regia tecnica: Filippo Berbenni

Auditorium San Fedele Milano, Via Hoepli 3 /b
Ingressi: € 8 / € 6 (studenti e partner)
info e prevendite: Biglietteria Auditorium lun-ven 10 / 12.30 – 14 / 18 – tel.0286352231
Acquisto on line: CLICCA QUIEvento Facebook

www.centrosanfedele.net

Una festa della musica con una triplice performance live chiude la stagione INNER_SPACES 2016-2017, il ciclo di musica elettronica e arte audiovisiva con performance dal vivo che coinvolge alcuni tra i principali esponenti della ricerca elettronica. La serata, realizzata in collaborazione con il Consolato generale di Svizzera a Milano e la Fondazione per la cultura Pro Helvetia, prevede tre interessanti esibizioni live: nella prima parte Stefan Keller ai tabla e Paolo Oreni all’organo mentre a chiusura della serata Oren Ambarchi presenta per la prima volta a Milano il suo lavoro Hubris recentemente uscito per la casa austriaca Mego.

Molto attesa la performance di Stefan Keller, compositore e polistrumentista svizzero, che presenterà ripresa e adattamento di una sua creazione sperimentale che si sviluppa dall’esecuzione al tabla, strumento a percussione indiano. A seguire il virtuoso Paolo Oreni realizzerà all’organo elettronico una suggestiva improvvisazione appositamente pensata per le dinamiche di spazializzazione offerte dall’Acusmonium Sator.

Con Hubris l’artista australiano Oren Ambarchi procede la sua ricerca sulla dinamiche ritmiche e l’intrecciarsi con le sonorità della chitarra elettrica.
Prima del concerto e durante l’intervallo, il Consolato generale di Svizzera, per festeggiare la chiusura della rassegna, offrirà a tutto il pubblico di Inner_spaces un rinfresco negli spazi di accesso dell’Auditorium.

In chiusura del ciclo INNER_SPACES, una festa della musica con tre artisti invitati a San Fedele, lo svizzero Stefan Keller, residente a Berlino, l’organista Paolo Oreni e l’australiano Oren Ambarchi.

Si inizia con il compositore svizzero Stefan Keller che presenterà un ambizioso progetto iniziato nel 2010 e continuato quest’anno, su domanda di San Fedele Musica. Nella performance, lo stesso Stefan Keller suonerà i tabla, previsti nel suo nuovo lavoro compositivo, in un elaborato e sofisticato processo che utilizza il live electronics. Lo scopo è di arricchire, trasformare i suoni del tabla, aprire un dialogo fitto tra strumento ed elettronica e giungere infine a una forte e sintetica compenetrazione acustica in cui non si distinguerà più la fonte sonora originaria.

Segue un’inedita performance dell’organista Paolo Oreni in un’improvvisazione con un organo elettronico a più tastiere, nel tentativo di far dialogare modelli compositivi del minimalismo elettronico con la grande tradizione dell’improvvisazione organistica di scuola francese.

Infine, Oren Ambarchi presenterà il suo ultimo lavoro, Hubris, uscito per la casa austriaca Mego.

Con la sua nuova uscita, Hubris, Oren Ambarchi continua l’esplorazione ritmica intrapresa negli ultimi suoi lavori: Sagittarian Domain (2012) e Quixotism (2014). Il lungo brano iniziale di Hubris, sembra ispirarsi all’atmosfera della musica disco e new wave, con un riferimento particolare alla colonna sonora di Wang Chung per il film di William Friedkin “Live and Die in LA “. Partendo da questi riferimenti, Ambarchi intreccia una densa rete ritmica con pulsazioni stratificate di chitarre con suono smorzato. Le singole voci emergono, crescono e si ritirano, talvolta lasciando spazio a qualche trama di synth chitarra di Jim O’Rourke. Il collaboratore di Arnold Dreyblatt, Konrad Sprenger, contribuisce ad arricchire la ricca e movimentata chitarra, spingendo il brano verso un bivio equilibrato tra un minimalismo scintillante e un’unità ritmica che si sviluppa senza intoppi fino all’entrata della percussione elettronica di Mark Fell nella sezione finale.

Dopo una breve seconda parte, in cui Ambarchi, O’Rourke e Crys Cole rendono omaggio alla dimensione armonica di Albert Marcoeur con una traccia costruita con figure di chitarra bassa in un discorso astratto, il lungo pezzo finale riprende e spinge la tematica del primo brano in regioni più oscure e dense. Con l’aggiunta dei ritmi elettronici di Ricardo Villalobos e dei tamburi di Joe Talia e Will Guthrie, le chitarre stratificate del primo brano vengono trasformate in una aspro e precipitato groove di fusion-funk che richiama le sonorità dei Weather Report. Mentre questa sezione di ritmi siderici fa scorrere un unico accordo ripetuto fino all’oblio, una serie di eventi sonori a sorpresa emergono e prendono il sopravvento: in primo luogo, le turbolenze aleatorie dei sintetizzatori di Keith Fullerton Whitman, poi lo slashing skronk della chitarra di Arto Lindsay fino agli armonici fuzzed-out della chitarra di Ambarchi, che conducono a una frenesia estatica. Pochi artisti potrebbero sperare di includere una così incredibile varietà di collaboratori nello stesso CD e al tempo stesso sperare di raggiungere un’unica identità, ma Ambarchi riesce a fare proprio questo, elaborando tre pezzi che emergono direttamente dal suo lavoro precedente, mentre spingono perfino avanti verso nuove dimensioni.

BIOGRAFIE
Paolo Oreni
Paolo Oreni 1Nato a Treviglio nel 1979, Paolo Oreni ha frequentato la classe d’organo e di composizione organistica del Maestro Giovanni Walter Zaramella presso l’Istituto Musicale Pareggiato “Gaetano Donizetti” di Bergamo. Nel 2000 si trasferisce al Conservatorio Nazionale di Lussemburgo nella classe d’organo del prof. Jean-Jacques Kasel, vincendo, nel 2002, il primo premio del concorso internazionale “Prix Interrégional de concertisme”, prestigioso diploma mitteleuropeo. Allievo del Maestro Jean Guillou, studia nell’ambito dei “Stiftung für Internationale Meisterkurse für Musik” ai grandi organi della Tonhalle di Zurigo e della chiesa di St.Eustache di Parigi. Ha partecipato, in qualità di allievo attivo, a numerosi corsi di interpretazione e perfezionamento di concertisti di fama internazionale, tra cui Jean-Paul Imbert, con il quale continua a studiare sull’organo Kleuker dell’Alpe d’Huez e alla Schola Cantorum di Parigi. Vincitore di vari concorsi internazionali, per le sue particolari doti musicali, ha ricevuto numerose borse di studio conferitegli a Treviglio (Comune e Cassa Rurale) e, recentemente, dal Ministero della Cultura di Lussemburgo. Ha suonato in duo con prime parti soliste dell’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala (Massimo Marine Danilo Rossi), in formazioni da camera (Gruppo Fiati Musica Aperta) con orchestra sinfonica (Orchestra Stabile Gaetano Donizetti di Bergamo) e continua un’intensa carriera concertistica che lo porta a suonare regolarmente in alcuni fra i più prestigiosi Festival musicali ed organistici internazionali. Dice di lui il “Luxemburger Wort” (12 Giugno 2001): “Paolo Oreni, improvvisatore di talento e dotato di una tecnica delle più eccezionali, è uno dei più interessanti giovani organisti della sua generazione”[…]. “La critica internazionale è unanime riguardo a questo brillante interprete, del quale la sensibilità musicale, il suonare altamente virtuosistico e la presenza sulla scena gli hanno già valso parecchie distinzioni”.

Stephan Keller
Stefan KellerStefan Keller è nato a Zurigo nel 1974. Dal 1995 al 2002 ha studiato oboe alla ‘Musikhochschule’ di Zurigo con Peter e Simon Fuchs, successivamente alla ‘School of the Arts’ di Utrecht con Ernest Rombout. Dopo l’inizio degli studi di composizione nella sua città con Hans Ulrich Lehmann, Gerald Bennett e Michael Jarrell, ha continuato la composizione dal 2002 al 2007 con Hanspeter Kyburz alla ‘Academy of Music Hanns Eisler’ di Berlino, la teoria musicale con Jörg Mainka e la musica elettronica con Wolfgang Heiniger.
Dal 2006 ha una cattedra di teoria musicale, analisi e orchestrazione alla ‘Academy of Music Hanns Eisler’. Nel 2008/2009 ha frequentato l’IRCAM a Parigi e ha soggiornato alla ‘Cité des Arts’ come borsista del governo regionale del Land Berlino. Stefan Keller ha vinto numerosi premi, tra cui tre premi studio dallo ‘Schweizer Tonkünstlerverein’, il Primo Premio al SJSO del 2002, il ‘Kompositionspreis der Landeshauptstadt Stuttgart’ 2004, per due volte Primo Premio al ‘Hanns-Eisler-Preis’ 2005 e 2006, come pure il premio di avvio del ‘Förderverein der HfM Berlin’. Nel 2011 è stato premiato dal ‘Contemporary Arts Alliance Berlin’. I suoi lavori sono stati suonati da gruppi quali l’Ensemble Modern, l’Ensemble Intercontemporain, l’Ictus Ensemble, l’Ensemble Mosaik, lo Zafraan Ensemble e il ‘Neue Vocalsolisten Stuttgart’.
Durante il suo primo viaggio in India, nella primavera del 2005, è rimasto colpito dalla musica classica del Nord dell’India e da quel momento ha appreso a suonare i tabla con il Prof. Gert-Matthias Wegner e Aneesh Pradhan. Ha usato i tabla in due sue composizioni. Nel 2012 e 2013 ha ricevuto una borsa di Studio dal DAAD per un soggiorno a Mumbai.

Oren Ambarchi (1969)
Oren_Ambarchi (2)Oren Ambarchi è un compositore e poli strumentista con il progetto di lunga data di superare gli approcci strumentali convenzionali. Il suo lavoro si concentra principalmente sull’esplorazione dell’universo sonoro della chitarra, “rinvio dello strumento in una zona di astrazione dove non è più facilmente identificabile come se stessa. Invece, è un laboratorio per una ricerca sonora estesa ” (The Wire, Regno Unito).
Le opere di Oren Ambarchi sono all’incrocio tra diverse scuole: l’elettronica e l’elaborazione moderna; l’improvvisazione e il minimalismo; l’equivoca semplicità e le sospensioni temporali di compositori come Morton Feldman e Alvin Lucier; la fisicità del rock, rallentato e spogliato fino alle ossa, estrapolato e sostituito da un puro segnale.
Sin dalla fine degli anni ’90, i suoi esperimenti sonori astratti con la chitarra lo hanno portato ad un mondo sonoro più personale e unico che incorpora una vasta gamma di strumenti e sensibilità. Nei lavori più recenti come Grapes From The Estate e In The Pendulum’s Embrace, Ambarchi ha utilizzato strumenti quali: armonica a bicchieri, archi, campane, pianoforte, batteria e percussioni, creando strutture fragili come la luce, come l’aria, che coesistono tenuamente con i suoni bassi derivati dalla sua chitarra.
Ambarchi lavora con semplici materiali e parametri; esplorare un’idea per una durata prolungata e pazientemente raggirare ogni sfumatura e implicazione da ogni struttura; i fenomeni di somma e differenza di suoni; i dispositivi attentamente curati che si dilatano dolcemente; le melodie ordinarie che lentamente si trasformano attraverso varie permutazioni; giungendo in un impatto per cumulazione di composizioni pazientemente sviluppate.
Ambarchi ha suonato e registrato con molti artisti come Fennesz, Otomo Yoshihide, Pimmon, Keiji Haino, John Zorn, Rizili, Voice Crack, Jim O’Rourke, Keith Rowe, Phill Niblock, Dave Grohl, Gunter Muller, Evan Parker , Z’ev, Toshimaru Nakamura, Peter Rehberg, Merzbow e molti altri. Dal 2004 Ambarchi ha lavorato con il gruppo americano Sunn 0))) partecipando a molti loro dischi e progetti tra cui Black One del 2005 e il recente Monoliths & Dimensions.
Per 10 anni insieme a Robbie Avenaim, Ambarchi è stato il co-organizzatore di What Is Music? Festival, la prima rassegna annuale australiana di musica sperimentale locale ed internazionale. Il festival ha ospitato oltre 200 esecutori locali e internazionali. Ambarchi ora cura Maximum Arousal presso The Toff In Town di Melbourne e recentemente ha coprodotto una serie televisiva australiana sulla musica sperimentale dal titolo Subsonics. Ambarchi recentemente ha curato il programma sonoro per la Yokohama Triennale del 2008.
Ambarchi ha pubblicato numerose registrazioni per etichette internazionali come Touch, Lord Southern, Table Of The Elements, Mego e Tzadik. Nel 2003 la sua versione dal vivo “Triste” ha ricevuto una menzione di onore nel Prix Ars Electronica.nella categoria di musica digitale.

L’Auditorium San Fedele è l’unica sala in Italia dotata di acusmonium, un’orchestra di 50 altoparlanti che consente la spazializzazione del suono. Ideato su disegno di Eraldo Bocca, il sistema SATOR è costituito da diverse tipologie di diffusori distribuiti lungo tre corone concentriche e una sezione di effetti che, attivato da due mixer, consente la diffusione di musica acusmatica, elettroacustica e mista. Questa particolare strumentazione viene impiegata anche per valorizzare, attraverso un’interpretazione live, di quei capolavori della storia del cinema che presentano materiale sonoro di particolare interesse ed elaborazione. L’ acusmonium rende la sala uno spazio acustico tridimensionale, nel quale il suono costruisce effetti di profondità e lontananza inimmaginabili con un semplice impianto provvisto di surround, offrendo dunque allo spettatore un’esperienza unica e coinvolgente.

INNER_SPACES 2016-2017

Una produzione
San Fedele Musica

Con il contributo di
Fondazione Cariplo

In collaborazione con
EUNIC – Instituto Cervantes di Milano, Forum Austriaco di Cultura,
Institut Français di Milano, Goethe-Institut Mailand, Associazione Italia Russia, Consolato generale di Svizzera a Milano
Plunge e Milano Musica

Media Partner
Digicult, Lifegate, Poliradio, Ursss, Zero

Con il patrocinio di
Comune di Milano

Un’iniziativa di
Fondazione Culturale San Fedele

 


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